Il DECRETO LEGISLATIVO 19 aprile 2017

         Il DECRETO LEGISLATIVO 19 aprile 2017 n. 56, dal titolo “Disposizioni integrative e correttive al Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50” è stato pubblicato in GU n.103 del 5-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 22 ed è entrato in vigore il 20 maggio 2017.

 

Il decreto è composto da 131 articoli, che dispongono numerose correzioni ai 220 articoli del D. L.vo 50/2016.

Tra le varie modifiche previste, una di esse delinea effetti immediati e diretti sul nostro progetto di valutazione della qualità/prezzo nelle gare soprattutto per il settore farmaci.

Nello specifico l’art. 60 del nuovo Decreto Correttivo riporta “Modifiche all’articolo 95 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50” e dopo il comma 10, viene inserito il comma 10-bis: “La stazione appaltante, al fine di assicurare l’effettiva individuazione del miglior rapporto qualità/prezzo, gli elementi qualitativi dell’offerta e individua criteri tali da garantire un confronto concorrenziale effettivo sui profili tecnici. A tal fine la stazione appaltante stabilisce un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30 per cento.

Da ciò consegue che il punteggio attribuito alla qualità e ai suoi requisiti debba essere almeno pari al 70% pesando in maniera preponderante nella fase di aggiudicazione.

L’introduzione del comma 10-bis ha impatti rilevanti anche nei lavori del Progetto SIFO-FARE; difatti diventa difficoltoso in un confronto di molecole identiche o biosimili attribuire ad elementi qualitativi aggiuntivi o differenziali un peso di 70 punti-qualità. Il criterio di aggiudicazione secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) andrà dunque ad essere utilizzato per farmaci e dispositivi medici per i quali la rilevanza degli aspetti qualitativi sia reale e preponderante rispetto al criterio del prezzo più basso, ma di fatto si tratterà di una nicchia di prodotti.

Questa evoluzione della normativa porta a dedurre che tutto sia stato fatto per intervenire sulle forniture dei servizi o delle grandi opere pubbliche; ma contestualmente si avranno delle pesanti ripercussioni sulle forniture, in particolar modo sulle forniture dei beni sanitari e non. Infatti, lo spirito della legge era quello di far maturare con il tempo, negli operatori della sanità, sia in chi costruisce la domanda (SSN) e sia in quelli che sviluppano e propongono le offerte (produttori/fornitori) la conoscenza approfondita dei vari aspetti qualitativi correlati con i vari beni sanitari e la consapevolezza della loro importanza.

Questa imposizione sui limiti della qualità (almeno il 70%) frena drammaticamente il percorso che aveva avviato la prima versione della legge spaventando gli operatori deputati alla costruzione della domanda e quindi dei capitolati di gara. Il timore da parte dei suddetti operatori di avere la componente qualità come determinante assoluto sul risultato delle gare, quando dovrà procedere a predisporre il capitolato di gara per i farmaci o dispositivi medici opterà per il prezzo più basso come criterio di aggiudicazione.

Si tornerà quindi alla situazione precedente in cui la qualità sarà messa da parte se non per pochissimi farmaci ed alcune categorie di dispositivi medici. Contestualmente, visti i grandi spazi che si aprono sulla qualità, si proporranno da parte dei fornitori, degli aspetti ridondanti o inutili nella speranza che vengano poi considerati. Risulta inevitabile che il legislatore rimetta mano a questa situazione consentendo di modulare la qualità e il prezzo a seconda della tipologia dei prodotti oggetto della gara. Auspichiamo quindi una rapida revisione della norma e la ripresa del lavoro di una maggiore conoscenza dei vari aspetti qualitativi legati ai farmaci e ai DM.

           SIFO e FARE